E-Commerce di successo: analisi comparativa dei siti web di Adidas e Nike
Scritto da Leonardo il 15 Maggio 2021

E-Commerce di successo: analisi comparativa dei siti web di Adidas e Nike

In questo featured post, approfondiremo i concetti espressi finora applicati a due tra i maggiori negozi di E-Commerce presenti a livello mondiali. Analizzeremo in maniera dettagliata gli store online di Adidas e Nike, due concorrenti apparentemente “vicini” ma che scopriremo essere abbastanza diversificati in molti aspetti. 
Questo “case study” è necessario per vedere ancora più a fondo quanto influisca una corretta implementazione della UX nel successo o meno di un negozio virtuale. 

Prendendo appunto come esempio questi due colossi dell’abbigliamento e del mondo “fashion”, confermeremo ancora una volta il motivo per cui abbiamo aperto questo blog: la UX/UI sono le fondamenta su cui deve poggiare qualsiasi nostra riflessione nel momento in cui decidiamo di “sbarcare” nell’online. 
Questo vale ancora di più se l’idea è quella di trasferire (in tutto o in parte) la propria attività in un E-Commerce, probabilmente spinti dal fatto di voler o di dover aumentare i ricavi. Ma, come vi abbiamo detto in tanti articoli precedenti, l’idea di trasferirsi online non è automaticamente sinonimo di successo o di aumento dei ricavi; ci sono moltissimi fattori da tenere in considerazione e che cercheremo di spiegarvi nel dettaglio. 

1. L'E-COMMERCE IN ITALIA

Vorrei partire da tutta una serie di dati che illustrano la situazione contingente applicata agli E-Commerce e ai comportamenti di acquisto online, per rendervi ancora più cosci che, pur nelle difficoltà, questo potrebbe essere uno di quei momenti da sfruttare anche solo per una riflessione a riguardo. 

1.1 I dati

Nel 2020, secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, stilato dal Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm, nel 2020 l’E-Commerce è salito del 18% in Europa e negli Stati Uniti. 
Chiaramente la pandemia ha agevolato questo processo, favorendo una più rapida transizione dal negozio fisico a quello virtuale; sempre più per necessità, la maggior parte dei retailer ha dovuto potenziare e, in alcuni casi, aprire il proprio E-Commerce per far fronte alla crisi. 

1.2 Perchè la User Experience

Sempre nel 2020, sono stati venduti prodotti da negozi online per 2582 miliardi di euro (+16%): una cifra che dovrebbe chiarificare ancora una volta quanto sia importante avere una strategia vincente per il proprio negozio. Ed è proprio qui che entra in gioco la User Experience. 
Sempre più gente che compra online, sempre più negozi che aprono, sempre più concorrenti agguerriti; per distinguermi e farmi trovare dai miei potenziali clienti nel mare infinito dell’Internet, è necessario colpirli con la semplicità, la comodità e l’usabilità del mio sito web.
Anche se stessi vendendo i prodotti migliori, dal momento in cui non riesco a comunicarli bene e a far “rimanere” i visitatori nel mio negozio, tutti gli sforzi diventano vani. Le conversioni diventano fondamentali.

Osservatorio Ecommerce
(Fonte: Osservatorio eCommerce B2C)

Come si vede in questo schema, il settore “abbigliamento” è stato in forte crescita (a contrario ad esempio di quello dei “servizi”). È cresciuto del 22% solo nel 2020, segno che sempre più retailer si stanno attrezzando per consegnare agli utenti un’esperienza sempre migliore.
Per convincere un’acquirente a restare nel nostro negozio e successivamente a comprare uno dei vostri prodotti, è fondamentale che si senta a proprio agio, che la sua navigazione sia lineare, semplice e intuitiva; insomma deve potersi fidare di voi e del vostro negozio. 
Sono quindi necessari tutta una serie di accorgimenti nel momento in cui si decide di investire nella creazione o nel miglioramento del proprio E-Commerce. 

1.3 Desktop e mobile

Prima però di osservare con la lente di ingrandimento i nostri due competitor e come si differenziano nella gestione del loro E-Commerce, è doverosa un’ultima precisazione. Ed è una statistica che fa capire la direzione in cui sta andando questo settore.
Nel 2020, c’è stato il “sorpasso” del mobile sul desktop; più specificatamente, lo smartphone è diventato il primo canale di generazione della domanda E-Commerce per quanto riguarda il B2C (Business to Consumer). Il dato fa riflettere: per la prima volta, l’incidenza di chi effettua acquisti da smartphone ha superato quella “tradizionale”, ovvero da computer. 
Che valore ha questo dato per un retailer che vuole aprire un E-Commerce oppure potenziare quello già esistente? È un dato che ormai non è più trascurabile per tanti motivi. 

È tendenza sempre più diffusa il fatto che la gente acquisti e acceda ai negozi virtuali grazie allo smartphone; sempre meno acquisti vengono effettuati da desktop e da tablet.
Il nostro E-Commerce non può più prescindere da una corretta ed efficace ottimizzazione per mobile, sia per il motivo sopracitato sia perchè Google valuta positivamente questa implementazione in ottica indicizzazione. 
Più nel dettaglio, utilizzando strumenti quali Google Analytics e Google Search Console per monitorare le prestazioni e l’indicizzazione nei motori di ricerca del nostro sito, si nota subito come la sezione “ottimizzazione per dispositivi mobili” sia uno dei fattori principali che determina un buon posizionamento organico. 
Di conseguenza, per tutti questi motivi, è necessario implementare una corretta User Experience su due fronti: quello desktop e quello mobile.

Dopo queste doverose premesse, è tempo di analizzare a fondo le principali caratteristiche dei due siti web:

2. HOMEPAGE

2.1 Adidas

2.1.1 Animazioni nella homepage

Questa è la homepage del sito di Adidas, che ha deciso di puntare su uno sfondo bianco per far risaltare i vari colori delle altre categorie e, a mio avviso, per mantenere quella sensazione di “pulizia” e di ordine che caratterizza il sito e la sua tassonomia.
In primo piano c’è la nuova collezione; tutta una serie di colori dello stesso modello di scarpe è animata e sembra compiere un giro su se stessa. È una scelta stilistica non banale, nel senso che spesso si corrono dei rischi nell’inserire un’animazione, soprattutto sul versante del tempo di caricamento di un sito (importante anche questo per l’indicizzazione). 

Quindi, a meno che anche voi non utilizziate dei server potenti come quelli che usa Adidas, la scelta di inserire animazioni va ponderata; è necessario ragionare se il gioco valga la candela insomma, e se convenga ridurre un po’ i tempi di caricamento dei sito per inserire un’animazione accattivante ed esplicativa come mostrato sopra. 

2.1.2 In primo piano

Scorrendo verso il basso, si nota come Adidas compia una precisa scelta su cosa mettere in primo piano: sceglie le 3 categorie principali (che vedremo poi nell’analisi della tassonomia del sito) e le fa risaltare con 3 colori che fanno molto contrasto tra di loro. 
Subito dopo viene posta la nuova collezione, i nuovi arrivi in questo caso; anche qui precisa scelta di marketing, con la chiara volontà di “spingere” comunicativamente il fatto che sia uscita una linea nuova (e di conseguenza più costosa di quella prima). Inoltre, è una scelta che ha senso alla luce del fatto che la nuova collezione verrà presumibilmente pubblicizzata in tutta una serie di canali, e che quindi l’interesse del momento è reclamizzarla e metterla in primo piano nel loro negozio virtuale (e fare lo stesso con il negozio fisico, con le nuove scarpe che vengono messe in vetrina).

2.1.3 Lo storytelling

Alla fine della pagina, invece, Adidas ha deciso di puntare sullo storytelling, creando alcune categorie di prodotti adatti a determinati tipi di sportivi; c’è la categoria per gli amanti della montagna, quella per i corridori su strada ecc.. Sono sottocategorie nelle quali il cliente “tipo”, interessato a quel particolare sport, trova tutti i prodotti utili per praticarlo al meglio. 
Attenzione alla scelta di Adidas, perchè non è banale; ad oggi e analizzando le tendenze odierne in tema di comunicazione, non possiamo non considerare quella basata sullo storytelling, che sta spopolando in alcuni ambiti della comunicazione d'impresa. E l'azienda in questione ha scelto di puntare anche su questo, mettendo in primo piano e raccontando diverse storie di persone "normali" per convincere e far immedesimare i clienti in quella situazione. Nell'epoca della multimedialità e del sovraffollamento di informazioni, è un ottimo modo a mio avviso di convincere i potenziali clienti a fidarsi di voi e di sentire il vostro brand "vicino".

2.2 Nike

La filosofia utilizzata dal concorrente Nike è (ovviamente) diversa da quella di Adidas, pur condividendo alcune peculiarità nella costituzione del sito web. 

2.2.1 Rapidità di caricamento e posizionamento organico

In primo luogo, Nike sceglie di non investire in una Homepage animata, ma di “risparmiare” in tempi di caricamento, che infatti appaiono più brevi rispetto a quello necessario per aprire il sito Adidas. Come detto in precedenza, infatti, la scelta di “appesantire” o meno il proprio sito merita una riflessione; tendenzialmente sarebbe meglio puntare su un sito rapido, con tempi di caricamento brevi, per migliorare il posizionamento organico nei motori di ricerca. Ma in questo caso va anche detto che a colossi come Nike o Adidas può interessare relativamente poco questa caratteristica, dal momento che hanno un budget molto elevato da investire nel posizionamento “a pagamento”, recuperando quindi le posizioni perse per i tempi di caricamento e posizionandosi comunque nelle prime posizioni grazie agli investimenti in advertising che gli permettono di rimanere in alto. 

2.2.2 Scelta "green"

Se Adidas ha scelto di mettere “in vetrina” una linea di scarpe, Nike sceglie invece di puntare sulla sostenibilità ambientale e sul comunicare il fatto di essere un’azienda attenta a questi temi. Appena apriamo l’E-Commerce, infatti, emerge in primo piano la sua campagna “Move to Zero”, un ambizioso obiettivo che si sono posti per tagliare le emissioni di carbonio e la produzione di rifiuti. La scelta di puntare su questo non è banale, soprattutto in un periodo come questo dove il tema del riscaldamento globale si sta affermando come uno dei temi sociali/ambientali più importanti del 21° secolo. Oltre che essere un impegno “sociale”, questa scelta si inserire in una logica più ampia di conversione dei clienti attenti a questo tema (che ricordiamo essere in crescita). 

Per quanto riguarda il colore della Homepage, anche Nike sceglie di sviluppare un sito chiaro e “pulito”, puntando su uno sfondo bianco con le varie sezioni quadrate e rettangolari chiaramente riconoscibili proprio per il contrasto di colori con lo sfondo bianco. 

Scorrendo verso il basso, anche il secondo “slot” si occupa di sostenibilità, con la proposta di una categoria chiamata “Stile ispirato alla natura” che punta su una linea di abbigliamento sostenibile e composta da prodotti riciclati.

Successivamente, anche Nike decide di puntare sui “trend del momento”, esattamente come il suo concorrente principale. Sezione che non deve mancare in un sito che si occupa di vendite al dettaglio. La scelta del titolo della sezione, però, si differenzia da quello visto in precedenza. Se Adidas ha scelto di inserire la nuova collezione, Nike propone la stessa cosa con un titolo diverso, probabilmente per “avvicinarsi” ai suoi clienti e invogliarli a cliccare su prodotti che in quel preciso momento stanno vendendo di più e che stanno generando appunto un “trend”. 

3. SCHEDA PRODOTTO

3.1 ADIDAS

3.1.1 Il "cuore" del sito

Arriviamo quindi al cuore della nostra riflessione/comparazione; la scheda prodotto. Soprattutto se si parla di E-Commerce, la scheda prodotto può risultare addirittura più importante della Homepage. Mi spiego meglio: se ad esempio per la landing page del vostro sito web avete deciso di optare per un rapido caricamento e per una grafica semplice che non appesantisca il vostro negozio virtuale, la scheda prodotto può diventare il vero punto di forza. 

Se il vostro potenziale cliente è attratto da quello che state offrendo e decide di fermarsi per saperne di più ed eventualmente acquistare i vostri prodotti/servizi, lo step successivo alla landing page è proprio la scheda prodotto, il biglietto da visita del vostro servizio. 

È chiaro che in questo specifico caso stiamo prendendo due esempi di colossi mondiali, con risorse economiche e non che vanno ampiamente al di là delle possibilità di molti. Ma ciò non toglie che si possa “rubare” qualcosina e prendere spunto da un E-Commerce che funziona e che ha una percentuale di acquisto molto alta. Questo, tra l’altro, dovuto al fatto sì di avere un brand forte, conosciuto in tutto il mondo, ma nell’infinito mondo dell’Internet potrebbe non bastare; alla fine basta un solo clic per cambiare acquirente e passare magari alla concorrenza. Non date per scontato che basti un nome, un logo, il brand per convertire i clienti online; è necessario anche sviluppare il sito web implementando una corretta e accattivante User Experience, fatta il più vicino possibile al vostro pubblico, al cliente-tipo, il quale deve sentirsi a proprio agio e soprattutto deve potersi fidare di voi, dal momento che c’è la possibilità che investa i suoi soldi in quello che state offrendo. 

3.1.2 La semplicità come punto di forza

Tornando alla nostra scheda prodotto, vediamo come non serva arrovellarsi per chissà quale grafica, animazione o colore; la prima cosa da tenere sempre bene a mente quando si progetta una scheda prodotto è che deve essere il più possibile chiara, dettagliata, esaustiva e “pulita”. 
È quindi necessario, in ordine di importanza, dare le informazioni più utili all’inizio, oppure scritte in centro, oppure colorate… Insomma, lo stile grafico (mi raccomando, sempre coerente con il resto del vostro sito) deve aiutare il visitatore ad orientarsi all’interno delle informazioni che gli state dando nella scheda prodotto. 
Schede prodotto semplici ma dettagliate, anche se sembra un paradosso, portano i vostri clienti a considerare i vostri prodotti di qualità e a fidarsi di voi.

3.1.3 Online o offline?

Quando progettate il vostro sito di E-Commerce, immedesimatevi nell’esperienza che il cliente vive in un negozio fisico nel quale compra spesso e gli piace passare a visitarlo; probabilmente è un cliente fidelizzato dal momento che gli state offrendo un prodotto valido e un servizio clienti adeguato, come mostrare tutte le informazioni in modo chiaro, ma senza bombardarlo di troppe nozioni. Ecco, tutto questo deve essere trasposto nel vostro negozio online: non considerate separate le due cose, ormai non c’è più la distinzione tra reale e virtuale, bisogna entrare nell’ottica che un negozio online sia solo un negozio, quasi “indistinguibile” da quello fisico. 

Ed è proprio questo ciò che vi propone Adidas nella sua scheda prodotto: proprio come se foste in un negozio fisico, viene mostrato il prodotto con diverse foto e angolazioni. In questo caso, hanno scelto di mettere nella stessa schermata l’immagine della scarpa con a destra il nome, il prezzo e i numeri disponibili; Il tasto “Aggiungi al carrello” è posto in evidenza tramite la scelta di un colore diverso e contrastante, il nero, rispetto al bianco del sito e al grigio della scarpa. 

3.1.4 La scelta delle immagini

Scorrendo verso destra troviamo altre angolazioni della scarpa, con la possibilità di fare lo zoom per vederne i particolari più distintivi; scorrendo verso il basso, invece, troviamo una griglia con 9 foto a scarpa indossata. Questo è il vero tratto distintivo che Adidas ha scelto per il suo E-Commerce, rispetto ovviamente all’altro competitor analizzato Nike (in seguito): una griglia di foto con vari stili, con modelli diversi posti in diverse situazioni della quotidianità che indossano vari colori dello stesso modello di scarpe. Questo, a mio parere, è il vero “plus” della scheda prodotto creata dalla Adidas, addirittura si potrebbe dire che ci si può immedesimare il alcuni di quelli stili per vedere se la scarpa si abbina al nostro. E attenzione: questa peculiarità nel negozio fisico non la si trova, nel senso che quando ci si prova una scarpa la si rapporta all’outfit che si indossa in quel momento, e ci si può solo immaginare come starebbe abbinata agli altri vestiti che abbiamo. 
Nel negozio virtuale, invece, con le dovute proporzioni, ci si può immedesimare in tutta una serie di situazioni e di stili per vedere se fanno o meno al caso nostro. E non è cosa da poco!

3.1.5 Le recensioni

Scorrendo ancora verso il basso, troviamo altri due campi che non possono mancare in un E-Commerce che si rispetti (perlomeno se si stanno vendendo prodotti fisici): le specifiche tecniche, i dettagli e, soprattutto, le recensioni. 
Si dà sempre troppa poca importanza a queste ultime, magari pensando che non siano un elemento da inserire in primo piano o comunque da non valorizzare come altre cose per il fatto che possano essere negative; io sono dell’idea, invece, che non bisogna avere paura di mettere in primo piano le recensioni dei clienti, perchè le opinioni altrui prima dell’acquisto sono un fattore determinante nella decisione di comprare o meno un prodotto. 
Secondo una ricerca condotta da Spiegel, il 95% degli acquirenti legge e si fa influenzare dalle recensioni presenti in un sito web; oltre a questo, il dato forse più importante è che far visualizzare le recensioni può aumentare le conversioni fino al 270%. Una cifra molto molto elevata, che dovrebbe rendere l’idea di come sia un rischio calcolato inserirle e metterle in primo piano. 
Ed è proprio questo che spinge la stragrande maggioranza delle aziende e dei marketer a inserirle nella propria scheda prodotto. Attenzione però: può essere controproducente esagerare con le “stelline” della recensione. Mettere sempre e solo in evidenzia quelle positive (5 stelle) può far perdere credibilità all’azienda e mettere dubbi nei potenziali clienti che quelle recensioni siano in un qualche modo “pilotate”. 

3.2 Nike

Nike sceglie una strada simile ma con differenze sostanziali che adesso andremo ad elencare. 

3.2.1 Lo "scrolling"

Dal punto di vista grafico, si nota forse la maggior semplicità del font (inherit) rispetto a quello Adidas (adihausdin), caratteristica che lo pone in secondo piano rispetto all’immagine. 
Per quanto riguardano le immagini, invece, Nike sceglie di mettere due foto anziché una in primo piano, la prima classica di lato, e la seconda per mostrare la suola. 
Rispetto al suo maggior concorrente, qui la selezione del proprio numero di scarpa non può avvenire senza uno scroll ulteriore, che consente di scendere e di vedere altre due immagini del prodotto. 
Si nota subito la diversa intenzione e i diversi obiettivi delle due aziende, con la prima che decide di optare per un’immagine soltanto ma che contenga più informazioni possibili nella stessa schermata; Nike invece raddoppia il numero di immagini presenti nella scheda prodotto e decide di optare per una scheda prodotto a “scrolling”. Infatti, scendendo verso il basso della pagina, a sinistra appariranno diverse immagini del prodotto e a destra vengono man mano svelati i dettagli. 

3.2.2 "Aggiungi al Carrello"

Da notare come in questo caso ci sia anche lo spazio per aggiungere lo “storytelling” del prodotto, con 5-6 righe che raccontano la genesi e i vari utilizzi raccomandati della scarpa. 
Anche qui il tasto “Aggiungi al carrello” è messo abbastanza in evidenza, ma a mio avviso meno rispetto a quello di Adidas, dovendo in questo caso scendere nella seconda schermata per trovare un tasto che comunque è in risalto (anche qui con l’utilizzo dell’esadecimale #000000). 
Sono dell'idea che bisogna mettere sempre in primo piano i tasti più importanti per il nostro sito, e soprattutto se si tratta di un E-Commerce il tasto "aggiungi al carrello", a mio avviso, deve stare sempre nella prima schermata e non al secondo o terzo "scroll".

3.2.3 Recensioni

Per quanto riguarda invece le recensioni, Nike sceglie di non metterle in evidenza, o perlomeno lo fa in misura minore rispetto ad Adidas, dal momento che lo troviamo in fondo con una dimensione del carattere abbastanza piccola (a differenza del verde smagliante del tasto del suo concorrente).
Inoltre, sempre per rimanere legati al tema dello "scrolling", le recensioni si trovano ad almeno 3 dal primo, il che sicuramente le mette strategicamente in secondo piano rispetto alle altre caratteristiche. Scelta che sicuramente Nike compie in modo ponderato, puntando invece sulla qualità e sul numero consistente delle immagini dei suoi prodotti. Attenzione: voglio ribadire il fatto che non esista una scelta "universale" di posizionamento dei vari tool nel sito, ma solo ciò che più si addice alla vostra scelta commerciale e al tipo di cliente che raggiungerà il vostro negozio. La UX non è una scienza universale, ma fa del particolare, della diversità e dell'adattabilità la sua caratteristica migliore.

4. TASSONOMIA DEL SITO

4.1 Adidas

Questo è lo schema rappresentativo di come è stato costruito il sito web di Adidas, e di come si suddivide nelle varie categorie. Per ragioni di spazio, non sono andato oltre alle sottocategorie del menù, ma il grafico si dirama ancora di più dalle sezioni in giallo. 

Notiamo come dalla homepage si raggiunga facilmente il menù, posizionato nella barra in alto e subito visibile e implementato con una finestra a comparsa che appare al solo passaggio del mouse. Scorrendo verso il basso, si scende per altre 5 categorie variabili in base alle scelte promozionali che l’azienda sceglie di mettere o meno in primo piano. 
Nel momento in cui ho analizzato il sito, ho trovato: “Per chi fai shopping?”, “i più venduti”, “nuovi arrivi”, “il meglio di Adidas” e “promozione”. Per quanto riguarda la suddivisione del menù, invece, appaiono 6 sottocategorie a loro volta comprensive di altre sezioni: i classici “uomo”, “donna”, “bambini”, e i cavalli di battaglia “brand”, “collezioni” e “sport”, queste ultime messe in evidenza per cercare di invogliare e incuriosire anche quei clienti che non visitano spesso il sito o che non l’hanno mai visitato; insomma per i nuovi clienti. 

4.2 Nike

Per quanto riguarda il competitor Nike, notiamo come la scelta della tassonomia non sia sostanzialmente così distante da quella Adidas, anche perchè i prodotti che vendono sono molto simili e sembra funzionare questa suddivisione per la conversione dei clienti. 

Qui, oltre al menù sempre posizionato in alto, troviamo 7 categorie nella homepage: “in evidenza”, “Promozioni”, “Preparati”, “Da non perdere”, “Trend del momento”, “Giorno e notte” e “Altro da Nike”. Il menù è invece quasi identico: anche qui si suddivide per genere ed età (uomo, donna, bambini), per poi arrivare alla vera e propria promozione del proprio brand con “Novità”, “Outlet” e “Collezioni”. La differenza che salta all’occhio è l’assenza della categoria “sport” in favore di quella “outlet”, per strizzare l’occhio a tutti quei clienti che non hanno una disponibilità economica elevata e per cercare di intercettare anche quella fetta di pubblico, che sembra invece interessare meno al competitor Adidas. 

5. SERVIZIO CLIENTI

5.1 Adidas

Partiamo dal presupposto che i due brand presi in esame, per quanto riguarda il servizio clienti hanno optato per due sistemi abbastanza diversi; se Adidas ci propone una chat nella quale dobbiamo inserire la nostra mail per poi inviare un messaggio ed iniziare una conversazione con un bot (il quale poi eventualmente ci metterà in contatto con un operatore), Nike opta per un banner molto dettagliato posto in fondo alla pagina, come da prassi. 

Ma andiamo con ordine; per quanto riguarda la scelta di Adidas, se dal punto di vista della User Experience mi trova abbastanza d’accordo, nel senso che l’idea di una chat rapida, intuitiva e facile da trovare (è posta sulla destra della pagina) può essere ritenuta una scelta vincente e in linea con un servizio clienti rapido, dal punto di vista dell’efficacia mi lascia un po’ perplesso. 

Più che altro, sono dell’idea che non tutti i clienti o i potenziali clienti che visitano il sito web siano in grado o abbiano le competenze per ritenere efficace questo tipo di servizio; mancano tutte quelle informazioni descrittive e più o meno dettagliate che un cliente cerca quando incontra un problema. Questo immagino che valga perlopiù per le categorie di visitatori meno pratici del sistema e dell’utilizzo in generale delle nuove tecnologie, mentre per i più giovani potrebbe essere addirittura meglio avere a disposizione una chat servizio clienti poiché sono decisamente più abituati a interfacciarsi con questo tipo di tecnologia. 

Come possiamo notare da questo ragionamento, il discorso sulla User Experience e i ragionamenti che devono essere fatti quando si decide, in questo caso, di aprire un negozio online sono molti e bisogna andare in profondità con le valutazioni. Facciamo un esempio: se io volessi proporre un prodotto/servizio e dai miei studi emergesse che il pubblico o il target a cui mi rivolgo è composto prevalentemente da clienti compresi nella fascia d’età 18-35, probabilmente dovrei prendere seriamente in considerazione l’implementazione di una chat servizio clienti o un qualcosa di simile, che appaia familiare al mio pubblico e a quello potenziale. Se invece voglio intercettare anche altre fasce d’età (35-65?), allora il ragionamento potrebbe essere diverso e dovrei iniziare a pensare di dare questo tipo di informazioni in maniera più visuale, dettagliata ed esporre subito più soluzioni ai potenziali problemi. 

5.2 Nike

Nike compie invece, a mio avviso, una scelta più “conservativa”, forse addirittura tradizionale rispetto ad Adidas, scegliendo di applicare un banner nero a fondo pagina con sopra scritte più informazioni e link possibili. 

Nella prima delle 3 colonne presenti, troviamo le scelte più promozionali, quelle che per intenderci, l’operatore alla cassa ci chiede prima di pagare (la gift card, la carta del negozio, la newsletter ecc..), che sono poi anche quelli messi più in evidenza (sono bianchi su sfondo nero, mentre nelle altre due colonne il bianco è molto meno acceso). 

Nella seconda colonna troviamo tutto ciò che un cliente online ha sempre desiderato per monitorare lo stato dell’ordine: “spedizione e consegna”, “resi”, “opzioni di pagamento” e “contattataci” sono sicuramente tra le sezioni più visitate, soprattutto dai clienti che comprano abitualmente o che conoscono lo store online. 

Va detto che queste funzioni, in più di qualche negozio online, non sono presenti o non sono valorizzate abbastanza (magari perchè si è deciso di investire poche risorse in quella parte del sito); a mio avviso è un errore da non sottovalutare, dal momento che spesso il cosiddetto “carrello” è uno dei maggiori fattori che influenzano e determinano la cosiddetta “fidelizzazione” del cliente, che poi altro non è che clienti affezionati che si fidano di voi, del vostro negozio, della trasparenza delle sue funzioni e della chiarezza delle informazioni che pubblicate. 
Per questo, perlomeno su questo punto, condivido la scelta di Nike di implementare queste funzioni per monitorare lo stato dell’ordine, cosa che ad esempio Adidas non fa o perlomeno non lo mette in primo piano nella homepage, e noi ben sappiamo quanto conti il posizionamento “strategico” delle varie funzioni di un sito: la User Experience è anche questo!

Nella terza e ultima colonna troviamo invece le informazioni necessarie per una promozione a livello di azienda e di HR, con le sezioni “News”, “Lavora con noi”, “Investitori” e “Sostenibilità”, queste rivolte però più al mondo del lavoro che a quello dei clienti e dei potenziali clienti. 

Siamo giunti alla conclusione di questo approfondimento, che spero possa dare qualche spunto interessante a tutti quelli che si affacciano per la prima volta in questo mondo e per chi, essendoci già dentro, vuole migliorare la sua presenza online.

Scritto da Leonardo

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